Vicenza: LE AIM E L'USURA

31.05.2013 13:50

 

 

Il cittadino T.L. (il nome è in sigla poiché non vuole apparire), che ha ereditato dal padre una casa singola, anni settanta, trovandosi unico soggetto in grado di portare in famiglia uno stipendio da impiegato, poiché la compagna è rimasta disoccupata, e non riesce a reinserirsi nel mondo del lavoro in modo stabile, ha uno scoperto con AIM di circa 2000 euro poiché, pur pagando ratealmente, in forma volontaria, con auto-rateizzazione (mediamente circa 200 euro al mese), non è riuscito a far fronte alle esose bollette del gas. Bollette rese esose, in quanto, non sapendo, fino a due mesi fa, di poter comunicare l'autolettura dell'effettivo consumo mensile, tra servizi di vendita, servizi di rete e quota di standardizzazione, il conto triplicava rispetto all'effettivo consumo. Il signor T.L., in aprile, rendendosi conto che effettivamente l'importo cominciava ad essere importante, si reca allo sportello per regolarizzarsi, e si sente dire che deve versare il 40% del dovuto, a quel tempo erano circa 800 euro, e poi si può calcolare il piano di rientro, fa presente che non è in grado di versare l'acconto, e la risposta è: “Torni quando è in grado di farlo, poiché queste sono le regole”. Il signor T.L., in conclusione, riceve il 13 maggio una raccomandata di intimazione al pagamento, altrimenti, essendo la stessa emessa il 2 maggio, dal 2 giugno si provvederà alla chiusura del contattore. Il signor T.L. ritorna allo sportello e la risposta è la stessa. A questo punto il signor T.L. non gli resta altro che chiedere un prestito. Fortunatamente, il signore in questione è dipendente pubblico e per questo non deve ricorrere ad un mutuo in banca, con garanzia della sua casa, ma può rivolgersi all'INPDAP/INPS, per un piccolo prestito, per una cifra sufficiente a coprire il saldo ed eventuali altre bollette in arrivo. Avvia, quindi, la procedura, ma il prestito per questioni tecniche, sarà in conto solo attorno il 15 di giugno. Ritorna allo sportello AIM, e umilmente chiede, dimostrando che ha in corso la pratica per il prestito, di farsi prorogare la chiusura del contattore, facendo presente che salderà il tutto, compresa la nuova bolletta da 1200 euro in scadenza. Purtroppo non c'è nulla da fare il signor T.L. deve versare 984 euro di acconto, e poi si provvederà al rientro. Disperato, il signor T.L. deve cercare i 1000 euro, e non sa dove rivolgersi. Il temporaneo provvidenziale aiuto di un parente pensionato (!!), offertosi in aiuto, risolve la brutta vicenda. Il caso riportato, è uno dei tanti casi di famiglie che oggi si trovano nella morsa della crisi occupazionale ed economica, e che pur cercando di risparmiare sull'osso, riscaldando le stanze vissute e ad una temperatura di 17-18 gradi, non sono in grado di far fronte alle bollette AIM. L'azienda non aiuta, non viene incontro a questi cittadini, anzi affossa senza scrupoli intere famiglie; è vero che l'ente non può essere assistenziale, ma è anche vero che si potrebbe togliere quella regola del versamento fisso del 40% e applicare solo le rateizzazioni di rientro. Quanti sono i signori T.L. che sono “troppo ricchi” per i servizi sociali, ma che non arrivano alla terza settimana del mese? Tanti, ma l'azienda municipalizzata, che ormai ha poco di pubblico e molto del privato, e ormai niente di umano, pensa di fare cassa, e profitto, andando anche contro il principio di fornire un servizio pubblico, contro i propri utenti. Irene Rui – Forum delle donne di Rifondazione Comunista di Vicenza

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